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Aggiornati con lo Sportello: timeline contributo regionale e video sull’Ecobonus 2018

Hai intenzione di effettuare degli interventi sulla tua prima casa?
Non ti è ancora chiaro il funzionamento del contributo regionale per recupero o acquisto con recupero?
Ti sei perso le novità sull’Ecobonus introdotte dall’ultima finanziaria?
Il sito dello Sportello Energia FVG ti tiene aggiornato!

Contributo regionale

Abbiamo preparato uno schema semplice e chiaro sulle tempistiche che regolano l’incentivo in materia di edilizia agevolata presente a livello regionale. Di questo contributo  abbiamo già parlato in un precedente articolo, lo trovi a questo link.
Ricordiamo che per accedervi è necessario che il nucleo familiare abbia un ISEE inferiore ai 29.000 € annui. E’ necessario inoltre che la spesa minima sostenuta rimanga totalmente a carico del beneficiario (vedi FAQ su cumulabilità contributo regionale – detrazioni fiscali).
Qui sotto trovi lo schema:

Novità Ecobonus 2018

Il 27 dicembre 2017 è stata approvata la Legge di bilancio 2018, che ha apportato delle modifiche e introdotto alcune novità soprattutto all’Ecobonus. Ne abbiamo già parlato in questo articolo, ma se vuoi puoi guardare questo video che riassume in un minuto cosa cambia per il 2018.

Se hai domande o dubbi, segui questo link per fissare un appuntamento o contattaci a questi recapiti:
E-mail: sportelloenergia@ape.fvg.it
Telefono: 0432 163 62 75

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Lo Sportello in onda con le novità della finanziaria 2018

Le novità introdotte dalla finanziaria 2018, cosa cambia per finestre, schermature e biomassa, il nuovo bonus verde, il Conto Termico 2.0: di questo abbiamo parlato nella puntata di Family andata in onda su Telefriuli il 12 febbraio scorso alle 12:15.

L’occasione è stata utile anche per spiegare cosa sono i micro-cogeneratori, introdotti dalla legge di bilancio nell’Ecobonus 2018. La cogenerazione permette di produrre contemporaneamente energia elettrica ed energia termica dalla stessa fonte di combustibile, con maggior rendimento rispetto alla generazione separata. Questo tipo di intervento è ideale per edifici medio-grandi e ha un costo notevole, la detrazione massima prevista è infatti di 100.000 € ed è necessario ottenere un risparmio di energia primaria pari al 20%.

Si è parlato inoltre dei sistemi evoluti di termoregolazione, necessari per ottenere una detrazione del 65% sulla sostituzione della caldaia (almeno in classe energetica A). Questi sistemi vanno oltre le valvole termostatiche perché variano la temperatura del flusso dell’acqua in uscita dall’apparecchio di riscaldamento modulante. Devono appartenere almeno alla classe V (termostato elettronico d’ambiente modulante).

In conclusione, una considerazione sull’obiettivo degli incentivi e delle agevolazioni: rendere i tempi di rientro dell’investimento energetico più brevi e stimolare quindi gli utenti ad effettuarli, sia per un risparmio immediato in bolletta sia per ridurre le emissioni di CO2 ed essere perciò più rispettosi dell’ambiente.

Leggi l’articolo completo sulle novità della Legge di bilancio 2018 a questo link.

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Lo Sportello Energia FVG per le imprese: convegno a Uniundustria Pordenone

Lo scorso 7 febbraio si è tenuto presso la sede dell’Unindustria Pordenone il convegno dal titolo “Da oggi zero scuse: si risparmia energia!”, evento al quale hanno partecipato imprese, professionisti ma anche alcuni privati.

Il tema era come raggiungere un risparmio energetico tramite soluzioni e sistemi pratici, senza bisogno di chiedere finanziamenti ed intaccare
linee di credito da dedicare invece al core business dell’impresa.

Tre le aziende del settore presenti ad illustrare la loro mission e le loro proposte.

Lo Sportello Energia FVG è intervenuto esponendo il quadro degli incentivi presenti attualmente per le imprese e illustrando quali sono i suoi obiettivi, ovvero consulenza gratuita e disinteressata sulle agevolazioni per l’efficientamento energetico a cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione nonchè la divulgazione in modo capillare degli strumenti incentivanti.

A questo link è possibile scaricare la presentazione.

Si ringrazia per l’occasione e la disponibilità la Unione Industriali Pordenone, in particolare la Dott.ssa Iris Bazzo e l’Ing. Paolo Badin.

 

 

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Focus sul Sismabonus

Sismabonus Sportello Energia FVG

La detrazione fiscale del 50% per interventi di recupero edilizio (di cui abbiamo parlato nell’articolo precedente a questo link) prevede tra i lavori agevolati anche quelli per l’adozione di misure antisismiche.
La legge di bilancio 2017, oltre a stabilire una proroga delle detrazioni per questa tipologia di lavori al 31 dicembre 2021, ha introdotto specifiche regole per la concessione delle agevolazioni, prevedendo percentuali più elevate quando alla realizzazione degli interventi consegua una riduzione del rischio sismico; questo “potenziamento” prende il nome di Sismabonus. Inoltre, la legge ha fatto rientrare tra le spese detraibili anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.
L’agevolazione fiscale può essere usufruita per tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive. Inoltre si applica non solo agli edifici che si trovano nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) ma anche a quelli situati nelle zone a minor rischio (zona sismica 3).
La detrazione delle spese sostenute può essere usufruita sia dai soggetti passivi Irpef sia dai soggetti passivi Ires. Si ricorda che invece gli altri interventi ammessi all’agevolazione per recupero edilizio riguardano solo i soggetti Irpef.
La detrazione va calcolata su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno e deve essere ripartita in cinque quote annuali di pari importo, nell’anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. Dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, per lavori iniziati dopo il primo gennaio 2017, la percentuale della spesa riconosciuta in detrazione è del 50%. Se l’intervento però permette di ottenere il passaggio ad una classe di rischio sismico inferiore, la percentuale riconosciuta è del 70%; se il passaggio è di due classi, la percentuale è elevata all’80%. Per interventi su parti comuni di edifici condominiali queste percentuali corrispondono rispettivamente al 75% e all’85%.

Con la circolare dell’Agenzia delle Entrate del 29 novembre 2017, la n. 147/E, sono state chiarite inoltre alcune questioni.
D – Il sisma bonus “potenziato” (70% o 80%) deve essere necessariamente ripartito in cinque quote annuali o, a scelta del contribuente, può essere fruito nel termine di dieci anni previsto per la detrazione relativa agli interventi di recupero edilizio?
R – Dopo aver richiamato la normativa di riferimento, l’Agenzia delle entrate chiarisce, in particolare, che in materia di Sismabonus potenziato non è prevista la possibilità di scegliere il numero di rate in cui ripartire la detrazione. Ne consegue che il contribuente, se decide di avvalersi della maggiore detrazione del 70% (o dell’80%), è tenuto necessariamente a ripartire la detrazione in cinque rate.
In ogni caso è comunque possibile scegliere di avvalersi della detrazione “base” del 50%, da ripartire in dieci rate di pari importo, prevista per l’adozione di misure antisismiche in quanto si tratta pur sempre di lavori rientranti nel novero di quelli che danno diritto all’agevolazione connessa al recupero del patrimonio edilizio.
D – Anche per il Sismabonus vale il principio secondo cui l’intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiore a esso collegati o correlati?
R – L’Agenzia ritiene che anche agli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche sia applicabile il principio secondo cui l’intervento di categoria superiore assorbe quelli di categoria inferiore a esso collegati o correlati. Pertanto, la detrazione prevista per gli interventi antisismici (anche nelle misure potenziate del 70% e dell’80%) può essere applicata pure alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati in dipendenza e a completamento dell’intervento principale finalizzato alla messa in sicurezza statica e all’adozione di misure antisismiche.
D – Qual è il limite di spesa agevolabile?
R – Con riferimento al quesito relativo al limite di spesa agevolabile nel caso di esecuzione su uno stesso edificio di interventi antisismici, di interventi di manutenzione straordinaria e di interventi di riqualificazione energetica, l’Agenzia chiarisce che il limite di 96.000 euro previsto dall’articolo 16-bis, Tuir, è unico in quanto riferito all’immobile.
Ne consegue che per gli interventi di consolidamento antisismico per i quali si può usufruire del sisma bonus, anche potenziato (articolo 16, DL 63/2013) non è possibile beneficiare di un autonomo limite di spesa in quanto tale norma non individua una nuova categoria di interventi agevolabili, ma rinvia alla lettera i) dello stesso articolo 16-bis. Anche in tal caso, inoltre, opera la regola in base alla quale, nell’ipotesi in cui gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti, per la determinazione del limite massimo delle spese agevolabili si deve tener conto anche delle spese sostenute negli anni pregressi.
Il limite di spesa dei 96.000 euro, invece, non opera per gli interventi di riqualificazione energetica (riqualificazione globale dell’edificio) o, in alternativa, per gli interventi su strutture opache e infissi e per quelli di sostituzione impianti termici, per i quali è possibile beneficiare della detrazione del 65% nei limiti specificamente stabiliti dalla relativa disciplina.

Acquisto di case antisismiche
Se gli interventi per la riduzione del rischio sismico, che danno diritto alle più elevate detrazioni del 70 o dell’80%, sono effettuati nei Comuni che si trovano in zone classificate a rischio sismico 1, mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, chi compra l’immobile nell’edificio ricostruito può usufruire di una detrazione pari, rispettivamente, al 75 o all’85% del prezzo di acquisto della singola unità immobiliare, come riportato nell’atto pubblico di compravendita, entro un ammontare massimo di 96.000 euro. Le zone classificate a rischio sismico 1 sono quelle individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 108 dell’11 maggio 2006. La ricostruzione dell’edificio può determinare anche un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempre che le norme urbanistiche in vigore permettano tale variazione. Gli interventi, inoltre, devono essere eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, che provvedano, entro 18 mesi dalla data di conclusione dei lavori, alla successiva alienazione dell’immobile.

FONTI:
http://www.fiscooggi.it/normativa-e-prassi/articolo/sisma-bonus-potenziatodetrazione-cinque-anni
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editoriali/Guide+Fiscali/Agenzia+informa/AI+guide+italiano/Ristrutturazioni+edilizie+it/Guida_Ristrutturazioni_edilizie.pdf

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Detrazione Irpef del 50% per ristrutturazioni

Nel caso in cui si effettuassero dei lavori per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali, una parte degli oneri può essere detratta dall’Irpef. La tipologia degli interventi varia dalla manutenzione straordinaria, alla realizzazione di autorimesse pertinenziali, dai lavori per eliminare le barriere architettoniche a quelli per il conseguimento del risparmio energetico. Fa parte di questa detrazione anche il Sismabonus, per lavori di adeguamento antisismico.

Con la Legge di bilancio 2018 la percentuale del 50% è stata prorogata fino al 31 dicembre 2018. Dopo tale data la detrazione potrebbe ritornare alla misura ordinaria del 36%.
L’unica modifica apportata riguarda la comunicazione da fare all’ENEA, similmente a quanto accade per la detrazione Irpef del 65% per risparmio energetico, anche detta Ecobonus. Ad oggi siamo ancora in attesa dell’uscita dei chiarimenti da parte dei Ministeri competenti.

Soggetti ammessi
Possono accedervi tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef). Nel caso di opere antisismiche (Sismabonus) sono ammesse alla detrazione anche le società, quindi la detrazione avviene sull’Ires.
L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili, ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese.
Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:
– Il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento;
– Il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato.

Tipo di interventi
Gli interventi incentivati sono i seguenti:
– gli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali;
– gli interventi di  manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale;
– gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nei due precedenti punti e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
– gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune;
– i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi; alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi;
– interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;
– gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
– gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia, purché l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione;
– gli interventi per l’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica (Sismabonus).
– gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici.
Sono inoltre ammesse all’agevolazione:
– le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
– le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
– le spese per la messa in regola di impianti elettrici e impianti a metano;
– l’acquisto dei materiali;
– compenso relazione conformità lavori;
– spese per perizie e sopralluoghi;
– l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunce di inizio lavori;
– gli oneri di urbanizzazione;
– costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi e agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati.
Legato a questa detrazione c’è il bonus mobili (prorogato dalla Legge di bilancio per tutto il 2018), che incentiva l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici  di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione (compreso trasporto e montaggio). 

Come funziona
L’incentivo consiste in una detrazione del 50% dall’Irpef delle spese sostenute (bonifici effettuati) dal 26/06/2012 al 31/12/2018, con un limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.
Per le misure antisismiche:
– detrazione del 50% su un ammontare complessivo di 96.000 euro per unità immobiliare, ripartita in cinque quote annuali;
– 70% (75% se condomini) se c’è il passaggio a una classe di rischio inferiore;
– 80% (85% se condomini) se c’è il passaggio a due classi di rischio inferiore;
– dal 01/01/2017 i beneficiari della detrazione possono scegliere di cedere il credito spettante ai fornitori che hanno effettuato gli interventi o ad altri soggetti privati (solo per interventi condominiali).
Per la detrazione su mobili e grandi elettrodomestici, la percentuale è del 50% su un importo massimo di 10.000 euro. 

Come accedere
Per accedere alla detrazione è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
Se prevista dai casi di legge, deve essere fatta la comunicazione obbligatoria all’ASL di competenza, in concomitanza all’inizio dei lavori.
Inoltre è importante effettuare i pagamenti con bonifico “parlante” che riporti nella causale il riferimento alla legge specifica; questo metodo non è necessario tuttavia per l’acquisto dei mobili, le cui spese possono essere pagate anche tramite carta di debito o credito.

Per la normativa aggiornata fare riferimento al sito:
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/Nsilib/Nsi/Agenzia/Agenzia+comunica/Prodotti+editoriali/Guide+Fiscali/Agenzia+informa/AI+guide+italiano/Ristrutturazioni+edilizie+it/Guida_Ristrutturazioni_edilizie.pdf

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Approvata la finanziaria 2018: conferme, modifiche e novità.

Finanziaria 2018 bis Sportello Energia FVG

Con la legge 27 dicembre 2017 n. 205 è stata approvata la Legge di bilancio 2018. Ecco le conferme, le modifiche e le novità.

Le conferme
Sono confermate le detrazioni al 65% per risparmio energetico e al 50% per ristrutturazioni. Prorogato inoltre il bonus mobili anche per il 2018, ma per interventi iniziati dopo il 1° gennaio 2017. La scadenza del Sismabonus invece era già stata fissata per il 31 dicembre 2021.

Le modifiche
Riguardano principalmente la detrazione al 65% per risparmio energetico.
Sono state escluse le caldaie a condensazione di classe energetica inferiore alla A.
Se viene effettuata la sola installazione della caldaia con classe energetica almeno pari alla A, la percentuale coperta dalla detrazione è del 50%.
Se l’installazione è abbinata a sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI oppure VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02, la percentuale è del 65%.
Scendono invece al 50% per tutto il 2018:
– la sostituzione dei serramenti compresi gli infissi;
– l’installazione di schermature solari;
– l’installazione di caldaie a biomassa.

Le novità
Detrazione al 65% per risparmio energetico:
Introdotti per la prima volta i micro-cogeneratori come intervento detraibile al 65% (valore massimo della detrazione di 100.000 euro). Per poter beneficiare della detrazione, gli interventi devono condurre a un risparmio di energia primaria, come definito all’Allegato III del Decreto Interministeriale 4 agosto 2011, pari almeno al 20%. Detraibile anche la spesa per l’installazione di generatori di aria calda a condensazione.
Inoltre la cessione del credito viene allargata a tutti gli interventi previsti e quindi non solo per le parti comuni dei condomini, come previsto in precedenza, ma anche per i lavori sui singoli edifici. Potranno cedere il credito non solo i soggetti incapienti ma anche quelli capienti (questi ultimi limitatamente a fornitori e a soggetti privati ma non agli istituti di credito e intermediari finanziari).
Inoltre al fine di agevolare l’esecuzione degli interventi di efficienza energetica, la Legge di bilancio ha previsto nell’ambito del Fondo nazionale per l’efficienza energetica l’istituzione di una sezione dedicata al rilascio di garanzie su operazioni di finanziamento degli stessi.

Detrazione al 50% per ristrutturazioni edilizie:
In analogia a quanto avviene per l’Ecobonus, anche per la detrazione al 50% per ristrutturazione edilizia si dovrà trasmettere per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati,  in maniera che possa essere monitorato e valutato il risparmio energetico conseguito.

Introdotta una detrazione maggiorata all’80/85% per interventi “integrati” su parti comuni degli edifici condominiali nelle zone sismiche 1,2 e 3, che prevedano sia la riduzione del rischio sismico sia la riqualificazione energetica. Se il rischio sismico viene ridotto di una classe, la percentuale coperta è dell’80%, se si diminuisce di due classi la percentuale è dell’85%. La detrazione  si applica su un limite di spesa massimo di 136.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio ed è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.

Altra novità introdotta dalla Legge di bilancio 2018 è il cosiddetto “bonus verde”. Si tratta sempre di una detrazione dall’Irpef  e la percentuale coperta è del 36% sulle spese sostenute per:
a) “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
b) realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
Sono comprese anche le spese di  progettazione e  manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi stessi. I pagamenti devono essere effettuati in maniera da consentire la tracciabilità. La detrazione verrà suddivisa in dieci rate annuali di pari importo.
L’agevolazione spetta anche per le  spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, sempre per un importo massimo complessivo della spesa di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo.

L’Agenzia delle Entrate pubblicherà successivamente l’aggiornamento delle guide e i Ministeri competenti forniranno le modalità operative per i nuovi interventi.

Nel momento in cui saranno disponibili, comunicheremo gli aggiornamenti tramite il nostro sito.

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Il nuovo Conto Termico 2.0 per i privati

Conto Termico per privati

Il nuovo Conto Termico 2.0, in vigore dal 31 maggio 2016, potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, ovvero il vecchio Conto Termico, e incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
I beneficiari sono Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati che potranno accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alle PA. Responsabile della gestione del meccanismo e dell’erogazione degli incentivi è il Gestore dei Servizi Energetici.

 

Rispetto agli altri incentivi presenti nel campo del risparmio energetico, si tratta di contributi a fondo perso e per i privati se l’incentivo non supera i 5’000€ viene erogato in un’unica rata.
Inoltre è stato stilato un elenco di apparecchi “a catalogo” che permettono un più semplice accesso al sistema di richiesta dell’incentivazione. Questa lista è continuamente implementata dal GSE e aggiornata sul sito a questo link.

Il campo degli interventi incentivabili si è allargato rispetto al “vecchio conto”. Per i privati è possibile finanziare interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l’installazione di sistemi ad alta efficienza. Nello specifico si intende la sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:
– pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;
– caldaie, stufe e termocamini a biomassa (es. pellet, legna);
– sistemi ibridi a pompa di calore;
– sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
– installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.

L’incentivo copre le spese sostenute per una percentuale che varia dal 40 al 55%, fino ad arrivare al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici. Infine non è da dimenticare che anche le spese per la diagnosi energetica e l’attestato di prestazione energetica sono finanziabili al 50% per privati, cooperative di abitanti e cooperative sociali.

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Ecco le novità in arrivo nel campo delle detrazioni con la Legge di bilancio 2018

Finanziaria 2018 Sportello Energia FVG

La Legge di bilancio 2018, che dovrebbe essere approvata in questi giorni, conferma principalmente le detrazioni già presenti per il risparmio energetico e per le ristrutturazioni, apportando solo alcune modifiche e introducendo delle novità. Di seguito spiegheremo sinteticamente cosa cambierà con la sua approvazione.

Detrazione al 65% per risparmio energetico

Detrazione prorogata fino al 31 dicembre 2018 sempre nella percentuale del 65%. Restano invariati i soggetti che vi possono accedere ed i requisiti degli immobili, come i limiti di spesa massimi ammissibili. Alcuni interventi tuttavia passano alla percentuale del 50%, ecco quali:
– sostituzione dei serramenti compresi gli infissi;
– installazione di schermature solari;
– sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione (con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto). Rimangono quindi esclusi dalla detrazione gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza inferiore alla classe A.
Per quanto riguarda sempre l’impianto di climatizzazione si potrà accedere ancora alla percentuale del 65% se la sostituzione verrà fatta con:
– impianti ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione di classe A o superiore;
– generatori d’aria calda a condensazione;
– caldaia a condensazione di classe A o superiore abbinata a sistemi di termoregolazione evoluti, appartenenti alle classi V, VI oppure VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02, cioè per semplificare termostati abbinati a sistemi modulanti.
Si aggiunge inoltre alla lista degli interventi incentivati la spesa per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti (valore massimo della detrazione di 100.000 euro). Per poter beneficiare della detrazione, gli interventi devono condurre a un risparmio di energia primaria, come definito all’Allegato III del Decreto Interministeriale 4 agosto 2011, pari almeno al 20%.
Cambiano inoltre gli interventi per i quali è possibile cedere il credito: non solo infatti per i lavori sulle parti condominiali ma anche per quelli effettuati sulle singole residenze. Potranno cedere il credito non solo i soggetti incapienti ma anche quelli capienti (questi ultimi limitatamente a fornitori e a soggetti privati ma non agli istituti di credito e intermediari finanziari).

Interventi antisismici e di efficientamento energetico su parti comuni condominiali

Per interventi sulle parti comuni dei condomini che riducono contemporaneamente il rischio sismico e i consumi energetici, la detrazione è pari all’80 o all’85%.
La detrazione maggiorata vale per gli edifici condominiali ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3 ed è alternativa alle altre detrazioni previste. E’ dell’80% se gli interventi determinano il passaggio ad una classe di rischio inferiore, o dell’85% se il rischio scende di due classi di rischio.
Lo sgravio è ripartito in dieci quote annuali di pari importo, mentre il limite di spesa è di 136’000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

Detrazione al 50% per ristrutturazioni

Questa detrazione rimane completamente invariata e valida alle stesse condizioni fino al 31 dicembre 2018.
Il sismabonus invece sarà valido fino al 31 dicembre 2021 come già confermato dalla Legge finanziaria 2017.
Confermato anche il bonus mobili collegato alla detrazione al 50%, sempre che gli interventi siano stati realizzati a partire dal 1° gennaio 2017.

Novità: il “bonus verde”

Novità introdotta dalla Legge di bilancio 2018 il cosiddetto “bonus verde”. Si tratta sempre di una detrazione dall’Irpef del 36% delle spese sostenute per:
a) “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
b) realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
La detrazione spetta anche per le  spese sostenute per interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, per un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo. Sono comprese le spese di  progettazione e  manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi ivi indicati.

Prossimamente tutti gli aggiornamenti in merito sempre sul nostro sito.

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Efficientamento energetico di una scuola elementare, il Conto Termico per la Pubblica Amministrazione

Il caso pratico di cui parliamo oggi è uno dei casi presentati come best practice dal GSE. Nello specifico analizzeremo come la Pubblica Amministrazione di Villanova d’Asti ha reso più efficiente una delle scuole del territorio beneficiando degli incentivi previsti dal Conto Termico, ma prima di iniziare vediamo insieme che cos’è.
Il Conto Termico è uno strumento di incentivazione per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Il Governo italiano ha messo a disposizione 900 milioni di euro all’anno di incentivi di cui 200 sono destinati alle Pubbliche Amministrazioni.
Le richieste possono essere presentate a fine lavori attraverso la modalità dell’accesso diretto. Per le PA è anche consentito accedervi con prenotazione, il che consente di riservare gli incentivi prima dell’avvio dei lavori. In accesso diretto l’importo è erogato in un’unica soluzione, per i soggetti privati fino a 5.000 euro (dal 2016, prima il limite era solo 600 euro), mentre per le PA prescindendo dall’importo. Qualora invece si sia optato per l’accesso con prenotazione, il destinatario riceve una rata di acconto ad avvio lavori e il saldo una volta terminati.
Oggetto di intervento è stata la scuola primaria Gianni Rodari di Villanova d’Asti (Asti); questo edificio di 557m2 fu costruito nel 1965 e, come tutti gli edifici di quegli anni, risultava energeticamente poco efficiente.

Così, nel 2013, l’amministrazione locale decise di adottare una serie di misure per il risparmio energetico. Per scegliere quali fossero gli interventi migliori, l’istituto scolastico ottenne l’attestato di prestazione energetica ed effettuò la diagnosi energetica ricevendo un incentivo di 1.400 euro; infatti il Conto Termico prevede per le Pubbliche Amministrazioni la copertura, entro certi massimali, del 100% di queste prestazioni.
Gli interventi suggeriti in fase di analisi e successivamente attuati sono stati molteplici, riguardanti sia l’involucro che gli impianti. Per rendere più efficiente l’involucro edilizio, riducendo le dispersioni di calore verso l’esterno durante il periodo invernale e il suo ingresso durante quello estivo, sono stati isolati termicamente 630 m2 di pareti e 120 m2 di solai, ricevendo un incentivo di 25.000 euro a fronte di una spesa di 63.000 euro. A questo è seguita la sostituzione delle chiusure trasparenti, 33 m2, per i quali sono stati erogati 5.700 euro su 14.000 euro. Sono stati poi installati 100 m2 di schermature solari al fine di ridurre il surriscaldamento dell’edificio durante il periodo estivo a causa dell’irraggiamento solare e ridurre l’eventuale uso di climatizzatori o ventilatori; per questo intervento sono stati corrisposti 6.000 euro su 18.000 euro.
A livello impiantistico invece si è scelto di sostituire il vecchio generatore di calore con una caldaia a condensazione con potenza termica totale di 57,5 kW e installare un impianto solare termico con una superficie solare lorda di 7,5 m2, la spesa sostenuta per l’attuazione di questi due interventi è stata complessivamente di 31.500 euro dei quali 3.300 euro sono stati coperti dagli incentivi.

Con il Conto Termico previsto dal decreto 28/12/2012, l’istituto ha recuperato in tempi brevi il 32% della spesa totale sostenuta (40.000 euro su 125.500), riducendo la propria bolletta energetica e restituendo una scuola efficiente e confortevole ai suoi studenti.
Dal 31 maggio 2016, il Conto Termico è diventato 2.0 potenziando e semplificando il meccanismo di sostegno precedentemente introdotto. Oltre ad un ampliamento delle modalità di accesso e dei soggetti ammessi (sono comprese anche le società in house e le cooperative di abitanti), sono stati introdotti nuovi interventi di efficienza energetica. Le variazioni più significative riguardano anche la dimensione degli impianti ammissibili, che è stata aumentata, mentre è stata snellita la procedura di accesso diretto per gli apparecchi a catalogo. Altre novità riguardano gli incentivi stessi: è stato infatti previsto sia l’innalzamento del limite per la loro erogazione in un’unica rata (dai precedenti 600 agli attuali 5.000 euro), sia la riduzione dei tempi di pagamento che, nel nuovo meccanismo, passano da 6 a 2 mesi.
Il nuovo CT consente alle Pubbliche Amministrazioni di esercitare il loro ruolo esemplare previsto dalle direttive sull’efficienza energetica e contribuisce a costruire un “Paese più efficiente”.
Vi salutiamo con l’augurio di Christian Giordano, Sindaco di Villanova d’Asti: «Efficientare le nostre scuole è possibile e conviene. Il Conto Termico, sommato al risparmio in bolletta, ci consente di rientrare della spesa sostenuta in tempi rapidi e di beneficiare successivamente anche dei risparmi energetici. Spero che anche i miei colleghi Sindaci comprenderanno e sfrutteranno presto questa opportunità.»

Articolo tratto dalla brochure “Conto Termico nella PA, Un caso di successo: energia nuova per una scuola italiana” realizzata dal GSE, scaricabile a questo link (“Brochure best practice”).

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Il nuovo Conto Termico 2.0 per la Pubblica Amministrazione

Imm art CT per PA Sportello Energia FVG

Il nuovo Conto Termico 2.0, in vigore dal 31 maggio 2016, potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, ovvero il vecchio Conto Termico, e incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
I beneficiari sono Pubbliche Amministrazioni, imprese e privati che potranno accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alle PA. Responsabile della gestione del meccanismo e dell’erogazione degli incentivi è il Gestore dei Servizi Energetici.

 

Rispetto agli altri incentivi presenti nel campo del risparmio energetico, si tratta di contributi a fondo perso.
Per la Pubblica Amministrazione oltre all’accesso diretto, c’è la possibilità dell’accesso tramite prenotazione. Infatti se si rispettano alcuni requisiti, è possibile fare richiesta di un acconto per i lavori, che può consistere nei 2/5 o nel 50% dell’importo totale dell’incentivo.
Inoltre è stato stilato un elenco di apparecchi “a catalogo” che permettono un più semplice accesso al sistema di richiesta dell’incentivazione. Questa lista è continuamente implementata dal GSE e aggiornata sul sito a questo link.

Il campo degli interventi incentivabili si è allargato rispetto al “vecchio conto”. Per la Pubblica Amministrazione è possibile finanziare interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per l’installazione di sistemi ad alta efficienza. Nello specifico si intende la sostituzione di impianti esistenti con generatori alimentati a fonti rinnovabili:
– pompe di calore, per climatizzazione anche combinata per acqua calda sanitaria;
– caldaie, stufe e termocamini a biomassa (es. pellet, legna);
– sistemi ibridi a pompa di calore;
– sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
– installazione di impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling per la produzione di freddo.
Oltre a questi interventi se ne aggiungono altri, vengono infatti finanziati anche interventi per l’efficientamento dell’involucro. In particolare:
– coibentazione pareti e coperture;
– sostituzione serramenti;
– installazione schermature solari;
– trasformazione degli edifici esistenti in “NZEB (Nearly Zero Energy Building)” cioè edifici ad energia quasi zero;
Ed inoltre:
– illuminazione d’interni e delle pertinenze esterne;
– tecnologie di building automation.
Rispetto ai privati, la pubblica amministrazione può beneficiare dell’incentivo anche per la sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza come le caldaie a condensazione.

L’incentivo copre le spese sostenute per una percentuale che varia dal 40 al 55%, fino ad arrivare al 65% per interventi NZEB e per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici. Per le Pubbliche Amministrazioni è ammessa la cumulabilità con altri incentivi in conto capitale, sia di natura statale che non statale e questo gli permette di riuscire a coprire il 100% della spesa.
Infine non è da dimenticare che anche le spese per la diagnosi energetica e l’attestato di prestazione energetica sono finanziabili al 100% per la Pubblica Amministrazione.

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